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E’ l’ambizione di molti ragazzi: calcare le scene di un palcoscenico ed impadronirsi del mestiere di “attore”. Ma l’essere “attori” è tanto complesso, per lo studio e la capacità richiesta, quanto semplice, nel proprio vivere spontaneamente il “fuoco sacro” dell’arte. Significa tradurre ogni giorno, con tutto ciò che implica l’abitudine della routine, una vera passione in una seria professione. Per questo motivo, dedichiamo questo speciale ad una coppia di attori che vivono a Verbania ma che hanno calpestato le assi dei palcoscenici più prestigiosi nel mondo. Raccontiamo Alessandro Marchetti e Luisella Sala nel loro vivere l’arte. |
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“…Fu allora che, davanti all’inanità dello spettacolo erudito, gli attori italiani dissero: se non c’è più la poesia, ci sarà lo spettacolo. E inventarono la Commedia dell’Arte.” (Silvio D’Amico) Ma cosa sia veramente la Commedia dell’Arte, quale tipo di rappresentazione porti in scena, benché presupposto da molti, non è conosciuto da tutti. Per forzare la mano, e seguire il “gioco” che la commedia dell’arte così platealmente rappresenta, abbiamo pensato di sottoporre ad una surreale intervista la Sig.ra Commedia dell’Arte, alias Improvvisa, elaborando un brogliaccio scritto da Luisella Sala. Obiettivo: presentare questo “genere teatrale” usando uno strumento di comunicazione di oggi. L’intervista, appunto. |
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Alessandro Marchetti è figlio d’arte. Tre, le generazioni di attori che lo hanno preceduto e che, sin da piccolo, gli hanno fatto respirare la “polvere” del palcoscenico. Conseguenza naturale, dunque, quella di seguire il “mestiere” di famiglia. Ma, a sottolineare la poliedricità artistica di Marchetti, l’attività di attore, ben presto, è stata affiancata da quella di regista e scenografo e, in seguito, anche dall’esperienza nell’ambito della pittura. Col suo recital “La maschera e il volto” – viaggio intorno alla Commedia dell’Arte - ha superato le 500 rappresentazioni. |
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