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RIORDINO COMUNITA' MONTANE, COMPETENZA ALLE REGIONI PDF Stampa E-mail
sabato 08 dicembre 2007
ImageMancavano dieci minuti alle quattro di questa notte quando l’emendamento al famigerato articolo 25 della Finanziaria 2008, quello che per ridurre le spese pubbliche abbatte la scure sulle Comunità Montane, è stato votato dalla Commissione Bilancio. Un correttivo che delega le modalità degli accorpamenti necessari alle Regioni.  VEDI IL VIDEO
 

Riordino della disciplina delle comunità montane: sarà di compentenza delle Regioni. Lo ha deciso la Commissione Bilancio con un voto all’unanimità, garanzia di un percorso senza intoppi alla Camera e Senato. Questo dunque lo scenario che si prefigura: un confronto tra gli enti locali per giungere nel giro di 6 mesi – giugno 2008 – al ridisegnamento della mappa delle comunità montane. Fermo restando si debbano ridurre nel numero, nei componenti dei loro organi rappresentativi, e nelle indennità loro spettanti, la revisione sarà condotta osservando principi geo-demografici e socio-economici. Se la Regione però non dovesse riuscire nei tempi stabiliti ad assolvere a tale compito, d’ufficio si passerà a una revisione che terrà conto di parametri più standardizzati nella riduzione degli enti montani.Presente questa notte in Commissione Bilancio il parlamentare ossolano Valter Zanetta, tra i fondatori del gruppo parlamentare Amici della Montagna “abbiamo portato avanti un lavoro molto serrato verso il Governo e siamo riusciti a recuperare terreno in favore di zone che come il VCO rischiavano davvero di perdere una loro importanta prerogativa”. “Certo – dice Zanetta – la critica resta forte nel confronti della scelta di riformare questa materia con la Finanziaria e non con un provvedimento ad hoc quale la legge quadro sulla montagna, già avviata nel suo percorso parlamentare”. “E poi va ribadito – dice Zanetta – ci vuol ben altro che intervenire drasticamente sulle Comunità Montane per ridurre la spesa pubblica”.Soddisfatto del risultato raggiunto questa notte anche un altro ossolano, il presidente nazionale dell’UNCEM, visto che l’emendamento ha accolto l’impianto della proposta formulata dalla sua assemblea. “Ha vinto – commenta Enrico Borghi – il popolo della manifestazione del 24 ottobre, quando a Roma abbiamo portato migliaia di amministratori e abitanti delle nostre montagne, indicando come è possibile affrontare la questione in modo composto, serio e condiviso”. “Ora – dice Borghi – al più presto si deve aprire la fase del dibattito sul nostro territorio per dare alla Regione la possibilità di svolgere nel modo più soddisfacente la delega che le è stata assegnata, perché è evidente che non potranno persistere le 10 comunità esistenti nel VCO ma sarà possibile salvaguardare tutti i suoi comuni montani”. Omegna, Domodossola, Bognanco – e altri ancora – non sono più a rischio di estromissione.