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mercoledì 17 settembre 2008

Image Vertenza Bialetti : non saranno più 20 bensì  solo 11 i trasferimenti nel bresciano. Ma al sindacato non basta. Intanto il mondo politico si mobilita a sostegno dei lavoratori senza impiego  a partire dalla Sic con interventi di Lega e PD 

Quasi una mezza vittoria per il sindacato l’incontro di ieri ed oggi alla Bialetti di Omegna che ha comunicato di avere praticamente dimezzato il numero degli impiegati che verranno trasferiti da Crusinallo a Boccaglio. Il numero dei dipendenti dell’azienda produttrice di caffettiere che dovrebbe spostarsi dal 1 gennaio nel bresciano è adesso di dieci e potre diminuire forse ancora di qualche unità Dopo la batosta della notizia della chiusura della fabbrica di ornavasso, la Sic sempre del gruppo Bialetti, adesso una mezza buona notizia anche se l’assemblea dei lavoratori ha comunque respinto l’ipotesi di spostare anche solo dieci impiegati. «Non siamo affatto convinti che si debba accogliere la proposta della direzione di spostare dieci dipendenti -  dicono i sindacalisti Ausilio Vescio della Uilm, Iginio Maletti della Fim e Mauro Cristina della Fiom che stanno seguendo la trattativa – non si capisce infatti la motivazione per cui questi lavoratori dovrebbero andare a lavorare a Brescia invece che ad Omegna. Non certo per il risparmio economico che non ci sembra ci sia. L’azienda ha infatti comunicato che ai lavoratori che si sposteranno nella sede centrale verrebbe dato un incentivo economico, un’auto per gli spostamenti da Omegna a Boccaglio e darebbe una mano a cercare casa nel bresciano a quanti vorrebbero portare con sé la propria famiglia. Se le cose stanno così – precisa Ausilio Vescia – ci dovrebbero spiegare in cosa consiste il risparmio visto che ci sono delle spese in più>. All’azienda è stato inoltre chiesto un Piano industriale, base per inziaire qualsiasi trattativa. Sulla situazione del casalingo e nello specifico della Sic e della Bialetti vi è da registrare una presa di posizione da parte della Lega Nord del Vco. Stefano Strada, assessore leghista al comune di Omegna ed il senatore del carroccio Enrico Montani hanno incontratato in questi giorni il direttore Fabio Montani. «All'origine di questo nuovo e funesto scenario vi sarebbero, secondo il dg Fattorini, il collasso del mercato e la spietata concorrrenza cinese - scrive in una nota Montani - sono molto preoccupato e ho offerto la massima disponbilità a seguire l'evolversi della vicenda in prima persona, ma credo sia arrivata l'ora di rilanciare il progetto dell'alto commissariato per la lotta alla contraffazione». Cosa che il senatore Enrico Montani ha preannunciato farà a breve a Roma. Intervento anche dei consiglieri regionali Aldo Reschigna e Marco Travaglini che in un’interrogazione alla Giunta regionale chiedono un intervento non solo per Sic e Bialetti, ma anche per altre aziende del casalingo e non solo, come Acetati, Tracal e Tubor che sono in grosse difficoltà. I due consiglieri chiedono al Governo Regionale di intervenire con provvedimenti ad hoc per scongiurare una crisi che si fa di giorno in giorno sempre più pesante.