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giovedì 18 settembre 2008
ImageSono sempre di più le giovanissime, che precocemente affrontano le loro prime esperienze sessuali. Spesso non sono bene informate sulle conseguenze quello che pare un gioco. E' questo il motivo per cui la commissione provinciale per le pari opportunità sta vagliando un progetto di educazione consapevole.
 

La prima volta a 11, 12 anni. Sono sempre di più le giovanissime, che precocemente affrontano le loro prime esperienze sessuali. Spesso non informate a sufficienza – sono poco più che bambine per la società e per mamma e papà - sulle conseguenze quello che a loro pare un gioco, una sfida per entrare nel modo dei grandi. <Tanto a me non può capitare>. E invece capita, tanto che la commissione provinciale per le pari opportunità sta vagliando con la collaborazione dei consultori un progetto di educazione consapevole delle nuove generazioni. Anna Di Titta presidente Commissione Pari Opportunità VCO afferma sia: “un progetto importante che porteremo avanti nelle scuole superiori, probabilmente attraverso il coinvolgimento di peer educator, per educare le nuove generazioni ad un approccio consapevole all’esperienza sessuale”. Attualmente lo sportello pari opportunità di Gravellona Toce conta circa 300 casi all’anno, soprattutto di consulenza legale dopo una separazione. Spesso le donne sono penalizzate da un lavoro precario che non dà loro la necessaria indipendenza economica. E proprio il progetto volto a sciogliere il nodo ad ora irrisolto della conciliazione tra flessibilità, precarietà, tempo per il lavoro, per la famiglia e per se nel mondo femminile è stato presentato stamattina a villa Fedora da parte della commissione regionale Pari Opportunità. Allida Vitale, Consigliera regionale di Parità, conclude: “il nostro compito è quello di illustrare il progetto e raccogliere le esperienze in tutte le province, individuando le migliori prassi per la conciliazione di tutte queste esigenze. Esperienza che potranno essere messe in rete e struttate anche da altre realtà territoriali”.